Startup - Domande scomode per i founder (1)
25-02-2026 17:34 - News Generiche
Perché vuoi davvero creare una startup? Sembra una domanda scontata e banale ma in realtà è una domanda scomoda e necessaria.
Creare una startup viene spesso raccontato come un atto eroico: un sogno che prende forma, un’idea che cambia il mondo, una storia di successo pronta per essere raccontata.
Ma dietro ogni startup c’è una domanda che raramente viene affrontata apertamente e che pongo fin dal primo colloquio con il founder e il suo team: perché volete farla davvero?
È un sogno personale?
Il bisogno di sentirti realizzato?
La voglia di dimostrare qualcosa a te stesso o agli altri?
Una rivincita dopo un fallimento o un’esperienza negativa?
Tutte queste motivazioni sono legittime.
Il problema nasce quando non ne siamo consapevoli e infatti non ottengo risposte chiare e nette.
Motivazioni e realtà
Nelle fasi iniziali una startup vive di entusiasmo ed è giusto che sia così.
L’idea sembra chiara, le energie sono alte, le difficoltà appaiono gestibili.
Poi arrivano la realtà del mercato diversa da ciò che avevamo pensato, i primi rifiuti, i pivot, i dubbi.
Ed è in quel momento che la motivazione iniziale viene messa alla prova. Ecco il motivo di queste domande!!
Chi ha iniziato solo per dimostrare qualcosa rischia di mollare quando non arrivano risultati rapidi.
Chi inseguiva un sogno idealizzato può rimanere bloccato quando il progetto cambia direzione.
Chi cercava una rivincita personale può prendere decisioni emotive invece che strategiche.
Non esiste una motivazione giusta. Esiste una motivazione consapevole.
Nel mio lavoro con founder e team early-stage ho visto motivazioni molto diverse portare a risultati eccellenti.
E ne ho viste altre, apparentemente nobili, portare a decisioni sbagliate.
La differenza non sta nella motivazione in sé, ma nella capacità di riconoscerla e gestirla.
Una startup è un percorso lungo, pieno di ostacoli che sembrano insormontabili, fatto di adattamento continuo dovuto alle numerose verifiche della bontà della propria idea.
Se non sei disposto a: mettere in discussione la tua idea, accettare di non avere sempre ragione, cambiare direzione senza sentirti sconfitto allora il problema non è il mercato.
Purtroppo ciò avviene molto spesso.
Se stai lavorando a una startup, o stai pensando di iniziare, la domanda posta non è teoria.
Emerge perché devi prendere una decisione difficile.
Nel mio lavoro come mentor e consulente aiuto founder e team early-stage a fare chiarezza:
sull’idea, sul modello di business e, soprattutto, sulle motivazioni che guidano le scelte.
Se sei interessato fissa una consulenza.
Creare una startup viene spesso raccontato come un atto eroico: un sogno che prende forma, un’idea che cambia il mondo, una storia di successo pronta per essere raccontata.
Ma dietro ogni startup c’è una domanda che raramente viene affrontata apertamente e che pongo fin dal primo colloquio con il founder e il suo team: perché volete farla davvero?
È un sogno personale?
Il bisogno di sentirti realizzato?
La voglia di dimostrare qualcosa a te stesso o agli altri?
Una rivincita dopo un fallimento o un’esperienza negativa?
Tutte queste motivazioni sono legittime.
Il problema nasce quando non ne siamo consapevoli e infatti non ottengo risposte chiare e nette.
Motivazioni e realtà
Nelle fasi iniziali una startup vive di entusiasmo ed è giusto che sia così.
L’idea sembra chiara, le energie sono alte, le difficoltà appaiono gestibili.
Poi arrivano la realtà del mercato diversa da ciò che avevamo pensato, i primi rifiuti, i pivot, i dubbi.
Ed è in quel momento che la motivazione iniziale viene messa alla prova. Ecco il motivo di queste domande!!
Chi ha iniziato solo per dimostrare qualcosa rischia di mollare quando non arrivano risultati rapidi.
Chi inseguiva un sogno idealizzato può rimanere bloccato quando il progetto cambia direzione.
Chi cercava una rivincita personale può prendere decisioni emotive invece che strategiche.
Non esiste una motivazione giusta. Esiste una motivazione consapevole.
Nel mio lavoro con founder e team early-stage ho visto motivazioni molto diverse portare a risultati eccellenti.
E ne ho viste altre, apparentemente nobili, portare a decisioni sbagliate.
La differenza non sta nella motivazione in sé, ma nella capacità di riconoscerla e gestirla.
Una startup è un percorso lungo, pieno di ostacoli che sembrano insormontabili, fatto di adattamento continuo dovuto alle numerose verifiche della bontà della propria idea.
Se non sei disposto a: mettere in discussione la tua idea, accettare di non avere sempre ragione, cambiare direzione senza sentirti sconfitto allora il problema non è il mercato.
Purtroppo ciò avviene molto spesso.
Se stai lavorando a una startup, o stai pensando di iniziare, la domanda posta non è teoria.
Emerge perché devi prendere una decisione difficile.
Nel mio lavoro come mentor e consulente aiuto founder e team early-stage a fare chiarezza:
sull’idea, sul modello di business e, soprattutto, sulle motivazioni che guidano le scelte.
Se sei interessato fissa una consulenza.








